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CANTINE DI NESSUNO soc agr. a r.l.

https://www.cantinedinessuno.it

The furrows, like those of the vineyards, the taste for adventure, how to produce from heroic viticulture, the purity and naturalness of a relationship, sometimes silent and finally, the resilience, characteristic of the Land of Etna, are the fruit of maturity and the aspects that started an adventure born with the search for “luxury understood as the pleasure of living”. A choice free from the anxiety of economic performance and oriented to the continuous search for quality to reap the benefits induced by a unique territory, where we have had the good fortune to be born and grow.
A clean cut, like that of the first label, NUDDU, thus traces a path to the new generations, without oppression and boastfulness, with respect for quality and our history.

Cantine di niente is located on the southeastern side of the ETNA volcano, between Fleri and Trecastagni, in the middle of a suggestive area characterized by the presence of extinct volcanic cones. We are between the 700 meters of altitude of Monte Gorna, the 800 of Carpene and the 900 meters of Monte Ilice, three adjacent districts but different from each other in characteristics, exposure and productive vocation. We cultivate about 10 hectares with native vines of Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante and Catarratto, most of which with vines that exceed a hundred years of life in conditions of "heroic viticulture", from which we extract the result of those diversities that make 'Etna a unique territory.
The particular vineyard of Monte Ilice, from which we produce MILICE the two Contrada Crus (Etna DOC white and red), extends on the back of the mountain with a slope that reaches 45%, facing the sea, with centenary vines and manual processing .

Cantine di niente, in addition to making clear reference to Homeric mythology, comes from our vision of the territory. History teaches us that the land, like the vineyards, has changed hands over the centuries (the Church, the aristocrats, the feudal lords, the peasants and, lately, the entrepreneurs) showing affection, tradition and frequentation of all.
If the earth is always there to transform itself, but keeps the bond with the people unaltered, it belongs to everyone, therefore, to nobody. Hence, with respect and humility, the choice of the name that differs from references to surnames, lineages, estates and so on in more common use.

I solchi, come quelli dei vigneti, il gusto dell’avventura, come produrre da viticoltura eroica, la purezza e la naturalezza di un rapporto, a volte silenzioso e infine, la resilienza, caratteristica della Terra dell’Etna, sono il frutto della maturità e gli aspetti che hanno avviato un’avventura nata con la ricerca del “lusso inteso come piacere di vivere”. Una scelta scevra dall’ansia da prestazione economica e orientata alla ricerca continua della qualità per trarre benefici indotti da un territorio unico, laddove abbiamo avuto la fortuna di nascere e crescere.
Un taglio netto, come quello della prima etichetta, NUDDU, traccia così un sentiero alle nuove generazioni, senza sopraffazioni e millanterie, con rispetto alla qualità e alla nostra storia.

Cantine di Nessuno si trova nel versante SudEst del vulcano ETNA, tra Fleri e Trecastagni, in mezzo ad una suggestiva area caratterizzata dalla presenza di conetti vulcanici spenti. Siamo tra i 700 metri di altitudine di Monte Gorna, gli 800 di Carpene e i 900 metri di Monte Ilice, tre contrade adiacenti ma diverse tra loro per caratteristiche, esposizione e vocazione produttiva. Coltiviamo circa 10 ettari con vitigni autoctoni di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Catarratto, buona parte dei quali con viti che oltrepassano i cento anni di vita in condizioni di “viticoltura eroica”, da cui estraiamo il risultato di quelle diversità che fanno dell’Etna un territorio unico.
Il particolare vigneto di Monte Ilice, da cui produciamo MILICE i due Cru di Contrada (Etna DOC bianco e rosso), si estende sul dorso del monte con una pendenza che raggiunge il 45%, di fronte al mare, con viti centenarie e lavorazione manuale.

Cantine di Nessuno, oltre a far chiaro riferimento alla mitologia omerica, nasce dalla nostra visione del territorio. La storia ci insegna che la terra, come i vigneti, è passata di mano nei secoli (la Chiesa, gli aristocratici, i feudatari, i contadini e, ultimamente, gli imprenditori) mostrando affezione, tradizione e frequentazione di tutti.
Se la terra è sempre lì a trasformarsi, ma mantiene inalterato il legame con la gente, essa è di tutti, quindi, di nessuno. Da qui, con rispetto e umiltà, la scelta del nome che si discosta dai riferimenti a cognomi, casate, tenute e quant’altro di uso più comune.
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